Centrale Enel: Relazione della commissione per la valutazione del nuovo progetto Stampa E-mail
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venerdì 02 dicembre 2005
Ultimo aggiornamento ( venerdì 23 dicembre 2005 )
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE SPECIALE PER LA VALUTAZIONE DEL NUOVO PROGETTO

PREMESSA

Il Consiglio Comunale, con deliberazione n° 58 in data 29.06.2005, ha istituito  una Commissione Consiliare speciale per la valutazione della trasformazione della centrale di Polesine Camerini nel Comune di Porto Tolle.

I componenti a cui è stato assegnato il compito di effettuare audizioni con Associazioni, Sindacati, Partiti politici ed altre componenti sociali per elaborare documenti che saranno esaminati dal Consiglio Comunale, sono:

CARICA NELLA COMMISSIONE


NOMINATIVO

FUNZIONE CONSILIARE
PRESIDENTE

FINOTTI SILVANO

SINDACO

MEMBRO EFF. E SOSTITUTO PRESIDENTE





ZANINELLO MASSIMINO





VICESINDACO ( MAGG. )

MEMBRO EFF.

SIVIERO ERIKA

CONSIGLIERE DI MAGG.

MEMBRO EFF.

BROGGIO PAOLA

CONSIGLIERE DI MINOR.

MEMBRO EFF.

AZZALIN GIORGIO

CONSIGLIERE DI MINOR.

MEMBRO SUPPL.

PAVANATI ARGENTINO

CONSIGLIERE DI MAGG.

MEMBRO SUPPL.

BORTOLOTTI CLAUDIO

CONSIGLIERE DI MAGG.

MEMBRO SUPPL.

FECCHIO ACHILLE

CONSIGLIERE DI MINOR.

MEMBRO SUPPL.

SIVIERO ANDREA

CONSIGLIERE DI MINOR.


Nella prima riunione del 09 luglio 2005 è stato approvato un regolamento per il funzionamento di tale Commissione per la trasformazione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini i cui principi e compiti sono riassunti nell’art. 4 che specifica: “La Commissione ha il solo compito di condurre audizioni  con tutte le parti sociali presenti sul territorio (associazioni, sindacati, partiti politici, ecc.) ed elaborare, a conclusione, un documento riassuntivo da presentare al Consiglio Comunale perché assuma apposita deliberazione; la commissione, nello svolgimento del suo mandato, al fine di acquisire anche elementi tecnici ritenuti necessari, potrà sentire la Commissione Permanente di Controllo” .
Ai Commissari non spetta alcun compenso e tale commissione rimarrà costituita fino alla conclusione dell’iter autorizzativo del nuovo impianto. Pertanto decadrà  automaticamente all’inizio dei lavori di ambientalizzazione. 
Il lavoro effettuato fino ad ora nel raccogliere opinioni e suggerimenti, anche con le parti sociali locali, ha colto immediata l’esigenza che il progetto presentato ai primi di giugno di questo anno da Enel, sottoposto alla Valutazione d’Impatto Ambientale - ai sensi e con le procedure definitive dalle norme vigenti ed in particolare dai DPCM 377 del 10.08.1988 e DPCM del 27.12.1988, possa essere presentato, da parte dell’azienda, in un apposito seminario illustrativo, in modo che tutti i soggetti siano in grado di acquisire elementi conoscitivi sulla relazione fra le modifiche impiantistiche e gli effetti sulla pianificazione territoriale; in sintesi essere dedotti sulla coerenza dello studio d’impatto ambientale.                                                                                                                                                                                                   

L’attesa riduzione della portata e della presenza di inquinanti, sia emessi dal camino che gli scarichi  idrici a tutela del territorio, previsti ben al di sotto dei limiti di legge, a salvaguardia della qualità ambientale dell’intera area del Delta del Po, i  nuovi sistemi di rilevamento della qualità dell’aria, le attività nella fase di cantiere, la rappresentazione della situazione attuale rispetto a quella futura, i sistemi di approvvigionamento, movimentazione e stoccaggio del carbone, sono alcuni elementi sui quali, gli intervenuti, hanno chiesto più dettagliate spiegazioni rispetto a quanto descritto nella sintesi e nello stesso Studio d’Impatto Ambientale (S.I.A.).
Ne è emersa, perciò, questa giornata di studio per approfondire la relazione fra l’opera e gli stati di rispondenza, non solo del quadro normativo vigente, ma per le eventuali e pratiche interferenze all’attività umana esistente, all’intero territorio ed alla riqualificazione naturale del Delta del Po in senso di opportunità turistica.
La Commissione non ha approfondito le criticità del progetto, le valutazioni sull’assetto socio-economico, le rispondenze dei riferimenti normativi, ma si è limitata, per questa prima fase esplorativa, a sentire le opinioni delle parti sociali giungendo al risultato di seguito riportato:

RIUNIONE DEL 16.07.2005
(con le organizzazioni SINDACALI PROVINCIALI E DI CENTRALE)

L’incontro è stato il primo dei sei successivi con una parte Sociale importante, che rappresenta giornalmente il mondo lavorativo e tutti gli aspetti relazionali con l’azienda: dalle rivendicazioni dei diritti delle maestranze, alla supervisione delle situazioni di sicurezza e ambiente lavorativo nell’ambito dell’area produttiva e con cui la nostra amministrazione interagisce nell’interesse di tale categoria e dell’indotto presente.

I punti toccati si sintetizzano, schematicamente di seguito, illustrando le opinioni comuni:
1)Sensibilità ambientale per la salute dei cittadini e dei lavoratori che è prima delle scelte economiche; 
2)Concreto sostegno al progetto di ambientalizzazione come valido strumento per adeguare l’impianto alle vigenti normative e porre rimedio al deterioramento dell’attuale situazione della centrale che soffre di scarse manutenzioni;
3)Riferimento alla crisi economica dell’intero Polesine e aspettativa che tale investimento possa portare benefici, in termini di occupazione, non solamente al Comune ma anche alle province limitrofe e soprattutto nella fase di cantiere;
4)Rapporto unitario sulla vicenda della centrale in relazione alla politica energetica nazionale, sottoscritto a Roma dalle OO.SS. nazionali, per distaccare la produzione di energia elettrica dalla dipendenza del petrolio e riprendere la strada oggi chiamata “ carbone pulito“;
5)Rimarcano con tenacia che i tavoli dove possono esprimersi sono pochi e richiedono più confronto con l’azienda per affrontare tematiche sull’attuale tendenza ai trasferimenti dei lavoratori in altri siti e sulle condizioni in cui vengono effettuati, con conseguenze sulla professionalità e sul disagio personale. Esprimono l’esigenza, per la fase di cantiere, di un’adeguata organizzazione di supporto in modo da gestirlo al meglio con il coinvolgimento dell’imprenditoria locale e con la formazione di specifiche figure professionali;
6)Evidenziano punti delicati del progetto: la rete di monitoraggio, che dovrà essere implementata con il supporto di un sistema di rivelamento sociale a supporto della popolazione; il sistema di trasporto –movimentazione –stoccaggio.

La riunione si è conclusa non senza alcuni messaggi alla attuale Amministrazione:
- velocizzare l’iter autorizzativo;
- rapporto continuo fra azienda, amministrazioni, Comuni limitrofi, sindacati, attività produttive del territorio per rimarcare sensibilità alla classe lavorativa;
- ricadute   socio – economiche a sostegno dello sviluppo del territorio e dell’occupazione dopo la fase di cantiere.

RIUNIONE DEL 30.09.2005
(con le cooperative della pesca del Comune di Porto Tolle e le Associazioni del settore Pesca)

Il settore produttivo della pesca nel Delta del Po soffre oggi di diverse difficoltà legate anche alla viabilità fluviale, per raggiungere i porti di Pila e Scardovari, e alla situazione di emergenza delle lagune che necessitano di interventi strutturali urgenti .
In merito allo studio relativo alle diverse ipotesi di logistica e trasporto dei materiali, occorrenti alla centrale, via mare-Po, sembra che tutte le ipotesi analizzate comportino grossi problemi legati, sia alla effettiva navigabilità del tratto terminale del Po, sia alla garanzia del passo navigabile per le chiatte fluvio-marine.
 Il mantenimento del fondale di navigazione, qualunque sia la scelta adottata, deve essere, in ogni caso, garantito da continue e periodiche operazioni di dragaggio e da opere costruttive di difesa della bocca d’entrata. In quest’ottica si è sviluppata un’esigenza comune per promuovere un equilibrato transito di mezzi per la pesca  a servizio delle attività. La categoria chiede con fermezza la massima considerazione, al settore più importante del Comune di Porto Tolle, nella formulazione di qualsiasi soluzione per il transito delle bettoline, da parte degli organi preposti. Sollecita, in tal senso, specifici incontri per mettere in evidenza, in base alle diverse soluzioni che potranno essere prospettate, gli eventuali disagi che la pesca potrebbe subire e per formulare possibili alternative e compensazioni costruttive per il rilancio del settore.
Nessuna preclusione al progetto di riconversione se vi sarà un’attenta analisi e valutazione a favore del mondo della pesca, che già soffre, ed  attenzione al traffico marino e fluviale.
(La Commissione Regionale di Valutazione di Impatto Ambientale, ha espresso, per questo argomento diverse soluzioni e prescrizioni che saranno attentamente valutate).

RIUNIONE DEL 03.10.2005
(con le Associazioni e le Confederazioni locali del settore Agricolo)

Un altro settore importante e storico del territorio è quello agricolo che registra, nel Comune di Porto Tolle, una occupazione di 600-700 famiglie al quale si aggiungono tutte le nuove forme di coltivazione, quali la floricoltura. Realtà che insiste nelle vicinanze della centrale e con cui interagisce attraverso l’utilizzazione di calore residuo, a seguito impegni consolidati nel 1973 e nel 1982 da convenzioni in relazione a “iniziative in agritermia ed itticoltura” connesse all’utilizzazione del calore residuo proveniente dalla centrale.
L’ azienda che usa tale energia residua occupa costantemente trenta addetti ma la prospettiva è il consolidamento, in parallelo al  futuro esercizio della centrale, per portarli ad un centinaio con l’ampliamento delle serre stesse.
E’ stata pure valutata la prospettiva, per i terreni circostanti l’azienda e posti nell’isola di  Polesine Camerini, di interagire con la fornitura di calore residuo, tramite il teleriscaldamento, per ulteriori coltivazioni che sfruttino il calore a favore della intensificazione del settore.
Complesso ma interessante, come descritto nel quadro progettuale, l’impiego delle biomasse vegetali, che vengono previste come produzione locale, come combustibile ausiliario al carbone nella misura del 5%. E’ stato evidenziato che l’impiego delle biomasse consente una proporzionale riduzione della CO2 nell’atmosfera attraverso la compensazione della crescita.
Le associazioni, se da un lato riconoscono certamente la validità di questa alternativa produttiva per il settore primario, lo sviluppo di nuove iniziative industriali e la creazione di nuove possibilità lavorative legate alla raccolta, al trattamento e al trasporto delle biomasse, dall’altro, non nascondono la preoccupazione che ciò possa sviare l’interesse per la coltura tradizionale, con indebolimento del settore (anche su questo punto si potrà fare riferimento poi al V.I.A. Regionale).
Alcune associazioni, preoccupate per il futuro dello storico settore del Delta del Po, chiedono una più approfondita analisi di interazione fra il progetto Enel e le ricadute socio-economiche ma, 

soprattutto, culturali nel rapporto di qualità con i consumatori proprio in questo momento di promozione dei marchi come l’Igp, del  riso del delta, del melone, della vongola D.O.C. ed altri prodotti che caratterizzano un territorio di alto pregio naturalistico.
Altre associazioni condividono percorsi agro-alimentari legati alla visitazione turistica e si intersecano nella filiera del Parco del Delta del Po con prospettive nuove ed interessanti e, quindi, chiedono il massimo sforzo di coesione.
La delicatezza dell’argomento impone il massimo impegno per far coesistere l’azione ambientale in atto con il Parco del Delta del Po, il mondo agricolo e le prospettive connesse.

RIUNIONE DEL 05-10-2005
(con le attività produttive e l’imprenditoria locale, associazioni industriali, artigianali esercenti e consorzi d’impresa)

L’incontro si concentra, prima di tutto, sulla situazione occupazionale dell’intera provincia, sulle difficoltà in cui si trovano le aziende e sullo stato di stallo dell’imprenditoria locale.
La riconversione a carbone della centrale ha dato aspettative importanti di occupazione e miglioramento della imprenditoria locale ed occasione di sviluppo e crescita economica e professionale per le maestranze, le imprese e le professionalità locali.
Il Consorzio Polesine, che raccoglie 30 aziende locali e interprovinciali, il Consorzio Lasi, la Capa,  nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale, chiedono ad Enel di favorire ed attuare iniziative che permettano il massimo coinvolgimento dell’imprenditoria locale e di porre in essere, nei piani di committenza, misure a favore della piccola e media impresa, atte a consentire, in concreto, la partecipazione alle gare.
A tale scopo, gli imprenditori locali, le imprese ed i consorzi intervenuti, affermano la propria capacità tecnica e la loro specializzazione, i loro requisiti dimostrando che, grazie ai curriculum e alle esperienze maturate, possono oggi affermarsi anche nelle centrali termoelettriche limitrofe.
Viene ricordato che la maggior parte delle esperienze trentennali sono state espletate proprio all’interno del sito di Polesine Camerini. 
Chiedono perciò all’Amministrazione comunale di costituire un “Osservatorio del Lavoro”, sui problemi del lavoro, con tutti i rappresentanti interessati, al fine di individuare strategie, sia per la fase cantieristica che per le future manutenzioni, in grado di:
- impiegare manodopera locale attraverso il coinvolgimento della imprenditoria locale;
- formulare concrete azioni di controllo per la sicurezza di cantiere;
- qualificare e formare le maestranze ed incentivare delle imprese per la cooperazione;
- predisporre di un piano di committenza;
- verificare periodicamente lo stato dei lavori;
- controllare permanentemente l’ambiente di lavoro;

 Per le altre associazioni artigianali e commerciali, il progetto pone gli stessi quesiti, più volte annunciati nei giornali e, cioè, che si contrappone al modello di sviluppo del territorio, alla sua vocazione turistica e, se da un lato porta occupazione, dall’altro, può produrre un cambiamento di propensione.
Totali ed unanimi sono le richieste di garanzia ambientale.
Biomasse , C.D.R. , Eco compatibilità ambientale ed illustrazione dei pareri dei Comuni limitrofi, sono stati toccati con marginalità e con la promessa di approfondirli.
Anche in questa occasione è emersa la necessità di conoscere il progetto calendarizzando un seminario durante il quale, tecnici dell’Enel, possano illustrare al meglio le progettualità, gli impegni, le modalità dell’intervento ed i tempi previsti

RIUNIONE DEL 06-10-2005
(con i partiti politici locali  AN - DS -FI – LEGA- MARGHERITA- NUOVO PSI -RC-SDI-UDC)

In questa occasione il Sindaco e i commissari aggiornano i Partiti locali sul lavoro della Commissione e sui precedenti incontri ed annunciano che la commissione continuerà il proprio lavoro con ulteriori iniziative quali:
- giornata di studio per il progetto
- incontro con commissione permanente di controllo
- incontro con i medici
- incontro con i Comuni limitrofi (si specifica che, al momento attuale, è già stato fatto incontro preliminare ed informale fra i nove Sindaci dei Comuni limitrofi al quale ne seguirà uno ufficiale con la Commissione).

Nell’incontro tutti i partiti si sono espressi a favore della ambientalizzazione in quanto occasione di sviluppo e di crescita economica per il territorio, per l’occupazione e l’imprenditoria locale ma, a monte, è stato chiesto che l’amministrazione si faccia garante dei seguenti reciproci rapporti d’intesa con Enel al fine di esigere e programmare:

-che le tecnologie proposte dal Quadro progettuale di riconversione a carbone della centrale siano effettivamente le migliori disponibili sul mercato, tali da assicurare e rassicurare le popolazioni anche limitrofe che gli inquinanti presenti nei fumi durante l’esercizio e per tutta la durata della vita della centrale siano al di sotto dei limiti imposti dalle normative raggiungendo le performans ambientali tali da attribuire all’impianto le migliori certificazioni ambientali ( gli attuali riferimenti alla costruenda centrale di Torrevaldadiga Nord stimolano su medie orarie valori di eccellenza quali 100 di SO2 – 100 di NO2 – 15 di Polveri  tutto in mg/Nm3). Tali obiettivi comunque richiesti dovranno essere controllati ed eventualmente migliorati e siano attuate campagne di indagini delle ricadute al suolo con il miglioramento della rete di rilevamento della qualità dell’aria in tutti il territorio Deltino ;
-che la filosofia del sito industriale debba interagire con l’ambiente circostante ed essere  favorevole  e complementare alle stesse attività della pesca – agricoltura –turismo supportando la tutela ,il recupero e la valorizzazione dei caratteri naturalistici e culturali del territorio con adeguati interventi per l’ utilizzo delle acque di scarico per l’itticoltura , la produzione agricola e florovivaista ; sia avviato un piano di studio per il disagio alle zone di pesca in conseguenza al transito di bettoline e opportuni investimenti nel settore.
-adeguata gestione dei piani di committenza , commesse e servizi al fine di assicurare il massimo coinvolgimento della imprenditoria locale e manodopera locale;
-sostenere l’attività formativa della scuola I.P.S.I.A. di Porto Tolle adeguandola al conseguimento di competenze professionali idonee ad assicurare capacità di intervento dei giovani all’interno delle tecnologie introdotte con l’ambientalizzazione;
-incentivazione all’insediamento di attività agro-alimentari ed ittiche nonché turistiche

 Perplessità sono state espresse in merito :
                
-allo studio delle diverse ipotesi di logistica per il trasporto dei materiali occorrenti alla centrale via mare -Po. La  proposta dal SIA (entrata da Porto Levante, Volta Grimana, Po di Venezia, Centrale) non incide in alcun modo sull’ambiente con nuove opere mentre, le altre proposte, hanno un certo impatto ed interferiscono con l’equilibrio delle maree e delle correnti andando, in alcuni casi, a sconvolgere l’equilibrio esistente nel Delta (vedi la proposta formulata dal VIA Regionale tramite il canale di scarico o di carico delle acque della centrale) tramite opere di dragaggio o canalizzazione;

L’ipotesi che viene proposta allo studio, e che garantirebbe anche un’interazione con l’attività della pesca, è quella dell’entrata dal Po di Tramontana che, se opportunamente concordata con le autorità competenti, il mondo della pesca e l’Enel, potrebbe risultare la più logica e meno invasiva;

-alla fattibilità dell’utilizzo delle biomasse e alla garanzia dell’effettiva produzione richiesta dal progetto dal territorio. La coltivazione delle biomasse legnose non appare, al momento sostenibile economicamente senza finanziamenti pubblici (si riporta anche in questo caso la        valutazione del V.I.A. Regionale);
-alla fase di cantiere dove sarà necessario collocare un gran numero di addetti ai lavori;
-alle posizioni dei Comuni limitrofi con auspicio di coinvolgerli tramite la Provincia.

CONSIDERAZIONI


A conclusione di questa prima fase di lavoro, la Commissione Consiliare speciale, prende atto di quanto emerso nelle singole riunioni essendo l’espressione dell’opinione dell’intera  popolazione del Comune di Porto Tolle ma, non è ancora in grado di formulare un documento conclusivo da sottoporre al Consiglio Comunale, essendo intervenuti diversi fattori fra la presentazione dello Studio d’impatto Ambientale ed il parere di compatibilità ambientale della commissione Regionale VIA.

La  Commissione, pertanto, allo stato attuale, formula la seguente:
ANALISI DELLA SITUAZIONE  - La centrale termoelettrica di Porto Tolle, costituita da quattro sezioni da 660 MW, autorizzate con D.M. del 25 giugno 1973, ha iniziato a funzionare rispettivamente nel 1980, 81, 82 e 84 ad olio combustibile proveniente dal deposito di Ravenna tramite oleodotto.
In data 30 marzo 1994, per garantire il rispetto dei limiti di emissioni imposti dal Decreto n. 203 del 12.07.1988, è stato presentato un progetto di adeguamento ambientale per il suo funzionamento con combustibile STZ allo 0,25 % di zolfo.
Il mutato scenario energetico nazionale, a seguito di sviluppi del mercato dell’energia, in particolare in termini di tariffe e liberalizzazione, ha indotto l’Enel Produzione a rivedere il suddetto programma di adeguamento ambientale della centrale di Porto Tolle. Allo scopo di rendere l’impianto economicamente competitivo e conforme alle disposizioni del DPCM 2.10.1995 (Decreto Bersani),  nell’agosto 2000 ENEL ha presentato un progetto di ambientalizzazione per l’utilizzazione di Orimulsion che, tramite idonei sistemi di abbattimento, avrebbe soddisfatto tale decreto e le normative europee in termine di adeguamento ambientale (So2 200 – Nox 200 –  polveri 30  tutto in mg/Nm3 ).
Dopo un lungo periodo di incertezza (circa due anni), la Giunta Regionale Veneta, dopo aver siglato il 24.03.03 un protocollo d’intesa con Enel s.p.a. - delibera n. 1804 del 13.06.03 - ha espresso un parere favorevole all’adeguamento ambientale facendo proprio il parere n. 52 del 26.05.2003 della Commissione Regionale VIA che, fra l’altro ha soddisfatto quanto previsto dall’art. 30 della Legge Regionale n. 79 dove cita che l’impiego di orimulsion avebbe avuto un impatto ambientale inferiore all’alimentazione a metano.
Il 16.06.2003 il Ministero delle attività Produttive ed il Ministero dell’ambiente, vista l’emergenza di continuità del servizio elettrico, approva un piano transitorio di utilizzo delle sezioni 1.2.e 3 della Centrale di Polesine Camerini in deroga alle indicazioni del decreto 12.07.1990 scaduto ai primi del 2005; ora  le sezioni sono funzionanti ad STZ nei limiti previsti dal decreto.
In data 27.08.2004, in una intervista sul settimanale Panorama, il Presidente dell’Enel Scaroni, vista l’instabilità politica del Venezuela - produttore del combustibile di riferimento per la centrale di Porto Tolle - annuncia un cambiamento di rotta verso l’alternativa del carbone.
Così in data 3 giugno 2005 la Società ENEL PRODUZIONE S.P.A  provvede, ai sensi dell’art 6 della legge 349/86, a richiedere la pronuncia di compatibilità ambientale al Ministero dell’Ambiente mentre il progetto era già stato presentato al pubblico in un Consiglio Comunale aperto a Porto Tolle il 31.maggio.2005.


Il progetto di trasformazione (originariamente) prevede la realizzazione di quattro nuove caldaie ultrasupercritiche da 660 Mw, alimentate a polverino di carbone. Su due di queste sarà possibile l’impiego delle biomasse in co-combustione con il carbone nella percentuale del 5% (350.000t/anno). La tecnologia adottata, già sperimentata in altri paesi europei, chiamata del “carbone pulito“,  permetterebbe la minimizzazione dell’impatto ambientale al di sotto dei limiti della direttiva europea 2001/80/CE (in ragione anche delle ulteriori prescrizioni ancora da assumere dalla giunta del VIA regionale fino ai seguenti standard (100 di So2-100 di No2 e 15 di poveri) e il carbone utilizzato non dovrà superare l’1% di zolfo .


ANALISI DELLE DOCUMENTAZIONI
-Convenzione Enel - Comune di Porto Tolle  - anno 1973
-Convenzione Enel - Comune di Porto Tolle  - anno 1982
-Protocollo d’intesa Regione Veneto ed Enel s.pa. del 24/03/2003
-Parere n. 52 del 26.05.2003 della Commissione regionale V.I.A ad Orimulsion
-Sintesi non tecnica dello Studio d’impatto ambientale relativo al progetto di conversione a carbone della Centrale di Porto Tolle
-Varie leggi sia Regionali – Nazionali – Comunitarie che determinano i criteri e gli impegni programmatici dell’azienda e ne disciplinano sia il settore elettrico che il territorio circostante
-Piani di assetto territoriale che intersecano eventuali interferenze e rispondenze con il progetto presentato 
-Verbale della commissione Via del 29.06.2005 Provinciale

                                                        

CONCLUSIONE -  Se il ruolo  strategico del carbone pulito nella politica energetica nazionale adottato per la crescita economica del paese e per la sostenibilità alle attività produttive trova, nella riconversione della centrale di Porto Tolle, operatività, ebbene, gli stessi soggetti  nazionali, devono dare piena garanzia sugli interventi di ambientalizzazione e sulla logistica degli approvvigionamenti. Questa è la condizione essenziale per avere il consenso delle popolazioni interessate. In altri termini, se  l’utilizzo di carbone garantisce un minor costo della produzione di energia elettrica, una diversificazione degli  approvvigionamenti, una maggior stabilità e una minor pericolosità nel trasporto, dall’altro deve trovare in questa politica nazionale e internazionale il rispetto del territorio e delle popolazioni dove esso è utilizzato.
Nel  caso specifico il Delta del Po rappresenta un territorio con particolari interventi di tutela a salvaguardia dell’ecosistema e perciò non deve il progetto comportare elementi di preoccupazione per le componenti naturalistiche .
La commissione consiliare fa poi uno specifico riferimento al passato funzionamento in deroga alle normative comunitarie, alle situazioni di criticità passate, presenti e future al fine di sviluppare un nuovo percorso rispondente alle domande che sono state esposte nelle riunioni prima  relazionate
Particolari valutazioni sono state fatte su:

IL SISTEMA DI APPROVIGIONAMENTO, MOVIMENTAZIONE E STOCCAGGIO DEI COMBUSTIBILI, DEI REAGENTI E DEI SOTTOPRODOTTI (lo studio d’impatto ambientale presenta una soluzione navigabile con ingresso dal mare a Porto Levante verso il Po di Venezia attraverso la Conca di Volta Grimana ed altre soluzioni sono in esame anche attraverso lo studio dei Tecnici del Genio civile per Busa Tramontana - Laguna di Barbamarco; il Canale di adduzzione della cemtrale o attraverso lo scarico a mare della stessa centrale). Si rimanda alle considerazioni esposte nelle preoccupazioni delle associazioni della pesca e dei partiti politici;


L’APPRODO DELLE NAVI OCEANICHE COME DISTURBO ALLA PESCA MARINA;
L’UTILIZZO DELLE BIOMASSE;
IL CONTROLLO DEI MICROINQUINANTI;
IL MONITORAGGIO IN CONTINUO DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA E IL METODO DI TRASMISSIONE DEI DATI AGLI ORGANI DI SORVEGLIANZA;
IL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITA’ DEL DEPOSITO DI CARBONE;  
VALUTAZIONE DELL’IMPATTO ACUSTICO;
IMPEGNI PER IL MIGLIORAMENTO PAESAGGISTICO DEL SITO;
ANALISI DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE;
UTILIZZO DELLE SORGENTI CALDE DI SCARICO DELLA CONDENSAZIONE;
LA FASE DI CANTIERE E LE SUE PROBLEMATICHE;
RIUTILIZZO DEI SOTTOPRODOTTI DI FINE LAVORAZIONE E LORO COLLOCAZIONE.


Al momento attuale, in una fase di iter autorizzativo in corso, dove il progetto è stato esaminato dalla commissione del VIA regionale con  prescrizioni, a cui seguirà, speriamo a breve, il V.I.A. nazionale, questo seminario, oltre allo scopo di approfondimento diretto e pubblico del progetto, ha quello di esprimere un messaggio di apertura non solo ai residenti del Comune ma anche alle popolazioni dei paesi limitrofi nel verso della massima trasparenza che, a nostro parere, è prima fra le garanzie di un intervento di ambientalizzazione rispettoso del territorio, della sua gente, delle sue attività, della sua propensione turistica e della sua cultura.
Passato, presente e futuro si concretizzano in una sola parola “voltare pagina“ per aprirne una nuova che, dopo 30 anni, trova la sua gente più matura e sensibile.




PROSSIMI APPUNTAMENTI DELLA COMMISSIONE

Incontro con la commissione permanente di controllo
 
Incontro con  medici, specialisti, studiosi del sistema ambientale, esperti dello stato di salute degli abitanti e esperti del territorio
 
Redazione di un documento conclusivo da sottoporre al Consiglio Comunale.

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